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10月29日
Che dire.. Il concerto è stata un'emozione UNICA, dopo 12 anni li ho rivisti in tutto il loro splendore, con uno spettacolo che mi ha lasciata a bocca aperta per 2 ore..  Le canzoni dell'ultimo cd sono state bellissime, ma per me risentire i loro primi successi è stato come tornare indietro ai miei 15anni, quando con la mamy sono andata per la prima volta ad un concerto, quando i compagni di scuola scimmiottavano il balletto di Sure, quando belli come il sole facevano impazzire noi ragazzine... Questa volta ero col mio boy, pare che il Milan abbia fatto scintille, ma lui era lì con me, a condividere il mio sogno, a cercare di comprendere l'emozione che ha unito i cuori di tutte le Thatters.. Siamo riuscite a far capire anche agli scettici cosa significhi portarsi dentro una passione, tenerla stretta per anni e poi lasciarla esplodere all'unisono.. Ero nel secondo anello e vi vedevo là sotto, con le mani alzate, coi fischietti (mannaggia ci abbiamo provato con la sorpresa..), con la maglietta.. Io lassù ho fatto girare il foglio... ho anche conosciuto un paio di voi, grazie al pass che ci contraddistingueva.. Perchè le Thatters italiane son sempre le più forti!!!!  I momenti emozionanti sono stati tantissimi, ogni canzone mi ha fatto tornare in mente un momento particolare, un'immagine, un volto.. Ma soprattutto, mi ha fatto di nuovo accendere quel fuoco, con la forma di doppia TT, che stava lì in un angolino del cuore..  Grazie TAKE THAT e grazie a voi, con cui posso condividere tutto questo!!!
[MODE SERIO off]
Ma quanto era stupendo Howy nostro??? Cioè quando era attaccato al palo...uhm.. ok ok rimetto l'ormone in saccoccia! 
Kiss Vivy
Febbre Take That, Milano non è mai guarita
Lo show non delude: vecchi e nuovi successi, tra coreografie ed effetti speciali
Precisi come orologi svizzeri, alle 21 si spengono le luci e e sale l'urlo del Forum di Assago. Sul palco principale salgono 4 leggii da comizio politico, mentre sul secondo palco, quello a metà del parterre, un quartetto d'archi inizia a suonare. Poi, il botto. Saltano fuori insieme i Take That , sulle note di "Reach Out".
E Milano torna indietro di dieci anni. Quando la boyband regina degli anni '90 faceva il tutto esaurito ovunque. Finita la prima canzone, ecco la sorpresa: "It only takes a minute", uno dei primissimi successi. Ad accompagnare i 4 arriva il corpo di ballo, con tanto di lap dancer. Saranno anche stati fuori dal giro per oltre 10 anni, tutti presi in progetti solisti più o meno andati a buon fine, ma Jason Orange e Howard Donald sanno ancora come si fa la break dance, e contando che Howard ha 39 anni, il risultato è più che soddisfacente.
Pausa, il gruppo parla con le fans, assiepate da ore ai cancelli. Non sono più adolescenti e all'interno c'è solo qualche striscione, compreso un gigantesco "The dream is going on, thank you". L'età media è sulla trentina, tanti i fidanzati pazienti al seguito. Nutrita la presenza femminile d'oltremanica. Le ragazzine sono cresciute, ma la reazione a ogni parola dei Fab Four è la stessa. Gary parla un po' in italiano, Mark racconta del tour che stanno facendo, e di quello dello scorso anno, ricordando le tante bandiere italiane che li hanno accompagnati nelle date inglesi. Si riparte con i brani del nuovo disco: "Beautiful world", "Patience" ( con il pubblico a cantare quasi più forte di Gary), "Hold On", "I'd wait for life". Poi arriva una sorpresa: sul palco centrale un cantante intona un gospel, rallentando via le parole, e inserisce il testo di "Relight my fire" incendiando un bastone. La canzone viene quasi stravolta, grazie a un mash up con "Crazy " di Gnarls Barkley e a una coreografia davvero pirotecnica.
Poi "Rule the World", colonna sonora del film "Stardust", sullo sfondo di stelle cadenti e laser, con i quattro che raggiungono il secondo palco su un ponte sospeso sopra le teste del pubblico. E' il momento nostalgia: "Could it be magic", che era cantata in origine da Robbie Williams, viene eseguita con il solo accompagnamento del pianoforte, quasi fosse la musica di un carillon, mentre le ballerine sospese su una piattaforma lanciano coriandoli sul pubblico. Momento karaoke: con Howard che intona "Do what you like" e sfida al pubblico per vedere se ricorda le parole. Stessa cosa con "Babe", "Take that and party" e "Promises". Basta una frase, e il forum risponde. Cantata dall'inizio alla fine "Back for good", seguita dal duetto Howard-Gary su "Everything changes" con alle chitarre Jason e Mark, avvolto nella bandiera italiana.
Ritorno sul palco principale e riflettori puntati su Jason, per la prima volta in veste di cantante solista: la country "Wooden Boat" viene riproposta con archi e chitarra acustica, lascia poi il posto a una adrenalinica "Give Good Feeling", con Howard ai piatti in veste di dj (cosa non nuova: dopo lo scioglimento del gruppo si era inventato disk-jockey house). Torna la breakdance, compresa qualche acrobazia, mentre il finale si intreccia con "Sure". Stessa coreografia di 13 anni fa, con la differenza che balla anche Gary, di solito impegnato a cantare. Conclude la prima parte una emozionante "Never Forget", con i 4 che camminano su un tappeto, intrecciandosi con svariati personaggi e sfondi, proiettati alle loro spalle.
Tempo di bis: la beatleseggiante "Shine", e "Pray". Era stata la loro prima numero 1, sono passati esattamente 14 anni. Le fan di oggi piangono ancora, "hoping that I'll be a part of you again someday". Tutte soddisfatte, sperando di non dover aspettare altri 10 anni per un bello show come questo. Assolutamente pop. Assolutamente Take That.
Ringrazio MASGO per la gentile segnalazione
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